LA SPALLA DOLOROSA
Il 22 ottobre 2021, presso l’ Auditorium di Monasterolo del Castello, si è svolta una serata informativa dal titolo “ La spalla dolorosa “ organizzata dalla Dott.ssa Roberta Franco. Ad intervenire sono stati due Medici Specialisti in Ortopedia e traumatologia Il Dottor E. Vinci, che si occupa anche di Chirurgia della spalla, ed il Dottor C. Ferrante.
Protagonista della serata è stata la spalla e le sue principali patologie, affrontate e trattate sia dal punto di vista medico che riabilitativo.
Durante questo incontro informativo, anche la partecipazione del pubblico, con le sue domande ai relatori, ha reso interessante l’ interazione tra i presenti, in quanto sono stati affrontati e chiariti tanti dubbi che riguardano le problematiche più frequenti, e che affligge chi soffre di tali disturbi.
La relazione
Con il Dottor Ferrante abbiamo analizzato l’articolazione della spalla nella sua anatomia, la sua funzionalità sia nelle condizioni fisiologiche che patologiche, le diverse modalità di intervento medico nei vari casi, sia attraverso la chirurgia che con un trattamento conservativo.
La Riabilitazione Rappresenta il momento successivo alla presa in carico del Medico specialista, a volte come completamento di un programma riabilitativo, altre come fase precedente al trattamento chirurgico e, talvolta, è l’unico strumento da adottare nei casi in cui la chirurgia non dovesse essere possibile.
In ognuno di questi casi, comunque, l’unico obiettivo è quello di RI-ABILITARE, appunto, la spalla allo svolgimento di tutto quel mondo di attività e movimenti da quelli quotidiani, come allacciarsi il grembiule o prendere un bicchiere, a quelli più specifici come possono essere i gesti sportivi.
Diversi sono gli accorgimenti che il Fisioterapista deve considerare quando si inizia a strutturare il programma riabilitativo di un paziente con patologie di spalla
-la patologia : perché ad ognuna delle patologie corrisponde uno specifico trattamento
-La tecnica chirurgica utilizzata
-L’entità del danno dei tessuti trattati le loro capacità elastiche possono influire sul risultato finale in termini di funzionalità
-Le caratteristiche del paziente, sportivo o non sportivo, giovane o anziano, il tipo di lavoro che svolge pesante o d’ufficio, la MOTIVAZIONE del paziente, tutti questi fattori influiscono sugli obiettivi da raggiungere e le aspettative sia del paziente che del Fisioterapista
-Oltre a questo dobbiamo considerare i tempi biologici di guarigione che variano da paziente a pz e la ripresa del movimento passivo onde evitare l’insorgere della rigidità di spalla. Quando il Fisioterapista avrà valutato tutti questi aspetti, applicherà le proprie tecniche ed utilizzerà le attrezzature di cui dispone, ponendosi come obiettivi principali il recupero della maggiore funzionalità possibile e la riduzione ed il rispetto del dolore. Indice di riduzione del dolore è, al tempo stesso,Il raggiungimento di una buona mobilità cioè la capacità di muovere il braccio in tutte le direzioni e con la maggiore ampiezza possibile, in modo da poter raggiungere uno sviluppo ottimale della forza.
Le proposte terapeutiche che il Fisioterapista ha a disposizione, coinvolgono una varietà di ambienti che vanno dalla Palestra riabilitativa alla piscina terapeutica ed anche al domicilio del paziente stesso con autotrattamento.
In palestra le mobilizzazioni manuali da parte del Fisioterapista sono molto utili per il recupero della mobilità e si affidano alla percezione delle qualità elastiche del distretto che si sta trattando, in modo da personalizzare ogni intervento e sfruttando tecniche più adatte ed accorgimenti più opportuni, per evitare i rischi di rigidità post chirurgica post traumatica o dopo il periodo di immobilizzazione. Il primo approccio con il paziente consiste in mobilizzazioni passive in cui è il Fisioterapista a muovere la spalla su tutti i piani dello spazio, con movimenti di apertura, chiusura e circolari gradualmente in modo sempre più ampio per poi passare a chiedere una partecipazione sempre più attiva del paziente, fino ad arrivare a fargli compiere esercizi contro la resistenza opposta sia dal Fisioterapista che da alcuni attrezzi presenti in palestra come elastici,pesi, etc., tutto mirato ad iniziare la fase di recupero della forza, elemento che permette di Riportare una maggiore stabilità dell’articolazione ed il ritorno più rapido allo svolgimento delle attività quotidiane e lavorative. Qui vediamo alcuni esercizi di rinforzo mirati a seconda dei casi. Anche l’allungamento dei tessuti o stretching è un valido aiuto per il ripristino dell’elasticità Ognuno, o parte, di questi esercizi possono essere inseriti in un programma di autotrattamento che il Fisioterapista assegna al paziente da svolgere al proprio domicilio, siano pazienti con dolore di spalla o come post intervento chirurgico. Perché ricordiamoci che non bastano le poche ore settimanali fatte col Fisioterapista! Al proprio domicilio potrebbe essere utile dietro indicazione dello specialista l’utilizzo dei mobilizzatori passivi meccanici, Un ausilio utilizzato per cominciare a muovere dolcemente la spalla impostato entro i gradi di movimento non dolorosi e che non generano compensi, con l’intento di prevenire rigidità o aderenze nella prima fase post intervento.
La tecarterapia…è una tipologia di terapia fisica Che esegue il Fisioterapista attraverso una apparecchiatura specifica che si avvale di Radio frequenze, Trasmesse dalla macchina attraverso un manipolo che direziona questa energia in modo corretto sui tessuti superficiali e profondi del distretto corporeo che si sta trattando, provocando un aumento della temperatura corporea interna grazie all’ aumento della microcircolazione e della vasodilatazione; tutto questo genera una stimolazione alla rigenerazione Cellulare ed al rilassamento muscolare.
E’ per questo motivo che viene utilizzato anche negli stati di infiammazione e dolorosi dell’apparato muscolo scheletrico
Idrokinesiterapia
L’uso dell’ambiente acqua riveste una notevole importanza sia nei disturbi cronici che in quelli traumatici sia nel trattamento conservativo che in quello post chirurgico. All’interno dell’acqua in movimenti vengono facilitati, si lavora in assenza di gravità ma anche con la resistenza che questo elemento naturale offre in modo graduale su tutta la superficie in movimento, grazie alle sue proprietà fisiche. L’acqua facilita la ripresa dei movimenti attivi e stimola un iniziale recupero del tono muscolare e dell articolarità ed, aspetto non meno importante, rappresenta la piacevole sensazione del paziente di compiere dei movimenti con maggiore facilità ed in assenza o quasi di dolore.
L’utilizzo della idrochinesiterapia rappresenta una attività associata ad altre tecniche riabilitative tradizionali.
Elemento importante da ricordare è L’inserimento di un lavoro settoriale,come quello fatto sulla spalla, in un lavoro globale come quello che si effettua reinserendo tutto in un giusto equilibrio posturale, aspetto molto spesso alterato dai continui compensi che noi mettiamo inconsciamente in atto per “silenziare” qualsiasi disturbo muscolo scheletrico. (Controllo posturale)
Il paziente che arriva dal Medico specialista e poi dal Fisioterapista, ha come unico desiderio quello di ritornare a svolgere la propria quotidianità nella maniera più normale possibile, senza avvertire più quel dolore che ormai era presente da tempo, e di fare tutti quei movimenti o quasi che ormai gli venivano impediti.
Le figure professionali cercano di trovare una soluzione a queste problematiche, ed a questo desiderio però dall’altra parte ci deve essere anche un paziente che si ricordi che NESSUNA TERAPIA RIESCE A FARE MIRACOLI se viene svolta in maniera approssimativa e singolarmente, quindi seguire un iter riabilitativo nel modo consigliato sin dall’inizio rappresenta un valido aiuto per ottenere il miglior risultato possibile.
Dott.ssa Roberta Franco
